Un cammino lungo 50 anni

Per oltre trent’anni l’azienda è stata condotta da mio padre Elio e da mio zio Antonio. Da quella esportazione “speciale” i due inseparabili fratelli Monti capirono che quella sarebbe stata la strada da percorrere. Lavorarono moltissimo su vari fronti: costruirono la nuova cantina sulla sommità di colle Pignotto dove è ancora oggi, impiantarono vigneti su tutti i terreni di proprietà della famiglia, ma soprattutto, da subito, decisero che il Montepulciano d’Abruzzo Monti, quello con la testa del cane, doveva essere il top, come quello da sempre fatto in e per la famiglia, sempre legato alla tradizione, sempre rispettoso del territorio da cui proveniva e di cui voleva essere frutto e sintesi.

 

Nel 2002 ho preso le redini dell’azienda dalle mani di mio padre Elio che, dopo decenni di appassionato e straordinario lavoro ci ha lasciato. Ho voluto continuare nel solco dei suoi insegnamenti anche dopo che mio zio Antonio è venuto a mancare ed ho acquisito tutta la proprietà dell’azienda. Dal 1999 la nostra azienda si è avvalsa della consulenza di professionisti di spicco come il dottor Riccardo Cotarella che ha “forgiato” la prima bottiglia di Pignotto, da subito successo indiscusso a partire dai 94/100 di Robert Parker.

 

Ma la nostra ha continuato sempre ad essere un’azienda famigliare o meglio una famiglia  che produce vini. Anche mio marito Mirko infatti è stato contagiato da questa passione ed anche lui ha lasciato il segno nella nostra azienda. Con lui ci siamo aperti di più alla comunicazione ed abbiamo capito che oltre a fare un ottimo vino dovevamo impegnarci a raccontarlo. Indimenticabili, anche ora che ci ha prematuramente lasciato, le sue degustazioni in saletta durante “Cantine Aperte”. Fruttuosissimi i suoi viaggi negli Stati Uniti a New York, Chicago, Washington, Ocean City.